Ebbene è successo. Sì miei cari, la nostra Italia va alla guerra e torna a soffrire, oggi un altro caduto in Afghanistan. Molti si domandano cosa diavolo si vada a fare in un paese dimenticato da Dio, tanti polemizzano sull'utilità della missione e alcuni urlano che il caffettino tra Berlusconi e Obama gli è costato altre 500 famiglie sulla coscienza, 500 famiglie italiane.
Signori miei, lasciatemelo dire, non capite un beneamato fico secco.
Vengo ora dalla pagina di Virgilio notizie dove ho letto un conciso articolo sull'episodio, non vi dico i commenti degli internauti, alcuni sono veramente orripilanti...
C'è costato molto caro quel caffè preso con Obama, mandare altri 500 uomini in guerraRITA
Nessuno ci ha mai spiegato cosa ci facciamo e per quali interessi noi sparacchiamo agli arabi e ci facciamo sparacchiare. Nessuno ci ha mai detto quanto ci costa. Bella democrazia.GINO
Ma ci rendiamo conto signori miei? Qui è morta una persona, una vita umana si è spenta, dei bambini non avranno più il loro padre, dei commilitoni non avranno più un amico, una moglie non avrà più neppure una spalla su cui piangere questa scomparsa e voi mi parlate di Obama? Di Obama? Ma ci rendiamo conto? Ma chi è questo Obama, il Messia?
Signori miei, Obama non conta nulla, egli è uomo come sono uomo io che vi parlo, non ha nessuna dote particolare, nessun superpotere mistico che lo renda superiore ai suoi rivali. E' un politico all'americana, tutto sorrisi e slogan che alla fin fine non c'ha nessuna idea per la mente, come "il Candidato" di Robert Redford.
In Afghanistan noi: Italiani, Britannici, Scozzesi, Gallesi, Australiani, Americani, Alemanni... noi occidentali insomma, ci stiamo giocando il nostro futuro, un futuro che vedrà un America castrata dal gigante cinese, un'Europa assolutamente inutile e vecchia. Questo sarà il mio mondo, il mondo dei vostri nipoti miei figli, un mondo in mani indocinesi, sempre che ci vada bene.
In Afghanistan, amati signori, ci giochiamo il nostro onore ed il nostro orgoglio, requiem di un mondo millenario che è finito, rendiamocene conto, ci resta solo una cosa da scrivere prima del "the end" di rito:
COME VOGLIAMO CHE FINISCA.
