Notizia dai fondatori della NGI

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è finalmentè disponibile la sezione "artistica" della
Nuova Giovane Italia, gestito in collaborazione con l'ancor più celebre
"Alipes".

martedì 14 luglio 2009

REQUIEM

Ebbene è successo. Sì miei cari, la nostra Italia va alla guerra e torna a soffrire, oggi un altro caduto in Afghanistan. Molti si domandano cosa diavolo si vada a fare in un paese dimenticato da Dio, tanti polemizzano sull'utilità della missione e alcuni urlano che il caffettino tra Berlusconi e Obama gli è costato altre 500 famiglie sulla coscienza, 500 famiglie italiane.
Signori miei, lasciatemelo dire, non capite un beneamato fico secco.
Vengo ora dalla pagina di Virgilio notizie dove ho letto un conciso articolo sull'episodio, non vi dico i commenti degli internauti, alcuni sono veramente orripilanti...
C'è costato molto caro quel caffè preso con Obama, mandare altri 500 uomini in guerra
RITA
Nessuno ci ha mai spiegato cosa ci facciamo e per quali interessi noi sparacchiamo agli arabi e ci facciamo sparacchiare. Nessuno ci ha mai detto quanto ci costa. Bella democrazia.
GINO
Ma ci rendiamo conto signori miei? Qui è morta una persona, una vita umana si è spenta, dei bambini non avranno più il loro padre, dei commilitoni non avranno più un amico, una moglie non avrà più neppure una spalla su cui piangere questa scomparsa e voi mi parlate di Obama? Di Obama? Ma ci rendiamo conto? Ma chi è questo Obama, il Messia?
Signori miei, Obama non conta nulla, egli è uomo come sono uomo io che vi parlo, non ha nessuna dote particolare, nessun superpotere mistico che lo renda superiore ai suoi rivali. E' un politico all'americana, tutto sorrisi e slogan che alla fin fine non c'ha nessuna idea per la mente, come "il Candidato" di Robert Redford.
In Afghanistan noi: Italiani, Britannici, Scozzesi, Gallesi, Australiani, Americani, Alemanni... noi occidentali insomma, ci stiamo giocando il nostro futuro, un futuro che vedrà un America castrata dal gigante cinese, un'Europa assolutamente inutile e vecchia. Questo sarà il mio mondo, il mondo dei vostri nipoti miei figli, un mondo in mani indocinesi, sempre che ci vada bene.
In Afghanistan, amati signori, ci giochiamo il nostro onore ed il nostro orgoglio, requiem di un mondo millenario che è finito, rendiamocene conto, ci resta solo una cosa da scrivere prima del "the end" di rito:
COME VOGLIAMO CHE FINISCA.

mercoledì 29 aprile 2009

SOS Padova


Dopo una chiaccierata con un caro amico padovano pubblico questo video riassuntivo delle vicende di Marco Trevisan, l'ultimo italiano a vivre in via Cairoli a Padova. Cerchiamo di ricordarcene alle prossime elezioni...

sabato 11 aprile 2009

Picocolo regalino...

venerdì 10 aprile 2009

Prima o dopo bisognava ritornare, non si può fuggire da ciò che siamo, da ciò che siamo stati e rinnegare preventivamente ciò che saremo. Io non posso rinnegare di essere ciò che sono, ci ho provato ma alla fine ho ceduto.
Sono tornato nel momento più triste che potessi scegliere, sono tornato quando vicino a casa mia, nel mio Paese, persone innocenti piangono altri innocenti. Sono tornato quando le lacrime scorrono copiose, non so neppure con quale pretesa.
Avevo bisogno di scrivere, di dire a questo mondo cosa ne penso, sono finiti i tempi della paura, ora comincia l'era del coraggio e della responsabilità.
Cominciamo con l'unica cosa che merita di essere trattata allora, l'Abruzzo. In questi casi il silenzio deve prevalere su tutto il resto, il silenzio del rispetto e quello del dolore. Parlare di Patria, di orgoglio, di coraggio pare fuori luogo, ma io lo voglio fare. Sono orgoglioso signori miei, sono affranto ed orgoglioso. Affranto perchè non si può rimanere indifferente alla sofferenza di una madre ed orgoglioso per tutti quegli uomini e quelle donne che hanno scavato a mani nude, di tutti quelli che hanno assistito il loro prossimo, di quei pompieri che hanno lasciato mogli e figli a casa per correre in soccorso di persone che neppure conoscevano. Ora bisogna rimboccarsi le mani signori, lasciare che il dolore sia soppiantato dalla speranza e dalla volontà che mai più un morto dovrà esserci in quelle terre, come in nessun'altra, per colpa di un sisma; bisogna che tutti noi giuriamo di non dimenticarli, di portare avanti il loro ricordo.
Sono orgoglioso del mio Paese, dei miei Italiani. Sono tornato solo per dirvelo.
Buona Pasqua a tutti e ricordiamoci di tutti questi nostri fratelli sofferenti.

lunedì 3 novembre 2008

Presidente, non ci faccia preoccupare!

Carissimo Presidente Giulio Andreotti,
Ho visto poc'anzi una registrazione del programma pomeridiano di Canale 5 di questa domenica; ho avuto purtroppo agio di vedere quello che, a tutti gli effetti, mi è sembrato un suo malore.
Spero caldamente che non sia nulla di cui preoccuparsi, da lei ci aspettiamo ancora molto e non potremmo resistere a lungo se non La sapessimo al nostro fianco anche se solo per un breve periodo di cura.
Le auguro perciò una pronta guarigione, spero si trattasse di un fastidioso stato di stress e nulla più.
Di nuovo tanti e cari auguri,
Distinti saluti
Il suo affezionato ammiratore
Salmaso Gianluca

sabato 1 novembre 2008

Piantiamola di giocare al '68

Questo mio post voglio che sia un appello a tutti quei miei coetanei, studenti come me, che continuano a scioperare e ad occupare gli edifici scolasti in nome di un non meglio identificato tentativo di difesa nei confronti di una legge assolutamente innocua nella sua vacua inconsistenza nei nostri confronti di liceali e periti.
Cari ragazzi,
il diritto di manifestare le proprie idee, di pensare, di credere liberamente nei propri ideali è una cosa sacra ed inviolabile per chiunque, il fatto stesso di sentirsi privi di tali diritti elementari ci riporta a tempi bui di dittature estremiste che tutti vogliamo lasciarci alle spalle.
Io non vi dico di non protestare, di non urlare e far cagnara, non vi dico di non fare i giovani che vogliono spostare le montagne, per la miseria, lo faccio pure io. Io vi chiedo di ragionare, di ponderare bene ogni vostro atto, vi invito a non farvi irregimentare da dei mercanti di fandonie, vi inploro di informarvi.
Cari amici, dimostrate di avere il coraggio che io so albergare nei vostri cuori, sappiate dire un sonoro "no" a chi vi usa per raggiungere squallidi fini politici, siate esseri pensanti e non caproni al servizio di questo o quel partito.
Dimostriamo, tutti, al mondo che non ci vuole riconoscere di essere superiori dei nostri padri, di essere un auentico lume per questa nostra civiltà alla deriva, attiviamoci nel sociale, facciamo politica perchè solo così potremo sperare di cambiare qualcosa.
Non giochiamo al '68, abbiamo molto da rimettere e poco da guadagnare in questa battaglia inutile dove rischiamo di perdere anche quel po' di prestigio che abbiamo come studenti per cosa, poi? il gremiule alle elementeri o la chiusura di una dozzina di istituti?Sì, perchè èquesto che hanno approvato,è questoper cui v'hanno fatti scendere in piazza, solo questo. Ora ditemi, è il caso di andare a scomodare grandi pensatori, illustri parlamentari di tempi fieri ormai passati per capire che vi stanno fregando e che, comunque vada, state combattendo i mulini a vento alla Don Chisciotte? Sempre ammesso che i vostri grandi maestri v'abbiano insegnato chi è Don Chisciotte...
S. G.

domenica 26 ottobre 2008

Non serve essere comunisti per essere socialisti

In questi tempi di grave crisi morale, etica ed economica il ruolo dei moderati in politica si rivelerà sempre più fondamentale nel delineare gli scenari del futuro di questo Paese.
In un passato recente si è cercato di estromettere i messaggi Cattolici e Socialisti dal quadro politico prediligendo altre strade frutto del confluimento degli estremi verso il centro dello scenario; una scelta ragionevole da parte dei leader di questi partiti che, in questo modo, hanno incrementato notevolmente il loro elettorato sacrificando, però, quella che era sempre stata la base del loro successo: lo zoccolo dei sostenitori convinti, lasciandoli in balia di pericolosi contatti con le minoranze estremiste extra-parlamentari.
Proprio in questi scenari di caos si deve tornare a riscoprire il messaggio di coloro i quali hanno edificato le colonne del pensiero moderato, uomini come De Gasperi e Don Sturzo.
Per quello che riguarda il discorso del rapporto con la classe lavoratrice entra in gioco l'esperienza maturata in anni di sindacalismo, di militanza sociale e di attivismo all'interno delle classi più deboli perchè, ormai è chiaro a tutti, non è necessario essere comunisti per riuscire ad interpretare in modo chiaro e sicuro quelle che sono le volontà ed i desideri del popolo più debole, di quello che una volta era il proletariato e che oggi sono i precari del lavoro, le famiglie mono reddito e i pensionati con pensioni insfficienti.
A questo servono i Cattolici in politica, a riportare in campo gli ideali d'un tempo per cercare di porre un argine alla deriva morale e culturale che sta flagellando la nostra società così come la nostra classe politica.
Mail Anonima*