Era la fine del decennio 70-80, l'Italia, affrontava o aveva da poco affrontato alcuni punti che ancor oggi sono di grande attualità. Da poco era passata la legge sul divorzio, si discuteva sull'aborto, si era abbassata l'età di voto a diciotto anni. Si trattava di un periodo di rivoluzione e di cambiamenti, un periodo in cui la tradizione andava passando le redini all'innovazione, alle novità. Il partito della Democrazia Cristiana, che possedeva la maggior parte dei consensi fino a poco prima e che era stato al governo da sempre, ora si vedeva toglier voti da partiti ben più a sinistra.
Il 16 Marzo di trent'anni fa Aldo Moro, scortato da Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Oreste Leonardi e Raffaele Iozzino, venne bloccato da due macchine in via Fani a Roma. La sua scorta fu sterminata con 91 colpi da dei brigatisti con gli impermeabili blu e berretto da piloti dell'Alitalia e armati di pistole e di M12. Lui fu rapito e tenuto prigioniero per cinquanta cinque giorni. Il 9 Maggio del 1978, una telefonata avvertì che il suo corpo sarebbe stato ritrovato a due passi dalle sedi del partito della DC e del PCI, dentro al bagagliaio di una Renault4 Rossa, in via Caetani, sempre a Roma.Anni in bilico, gli anni settanta. Anni in cui si moriva per la proprie ideologie. Anni in cui si "moriva di politica".E così, le brigate rosse ci avevano tolto non solo un grande uomo, ma anche un grande pensatore, un grande oratore, un grande statista. Un politico che era stato in grado di amalgamare quelle che erano tutte le correnti che si trovavano all'interno del suo partito. Si potrebbe parlare del passato. Ma preferisco parlare del presente, riguardo al caso Moro. Perché per quanto riguarda questo "affare" sembra che l'equilibrio storia-memoria sia alterato, intercambiato. Solitamente la storia è definita, decisa, è bagaglio, mentre la memoria è soggettiva, confusa, contraddittoria. Ma per Aldo Moro non è così. La storia vede la presenza di misteri più o meno veri, più o meno falsi. di incertezze. Dicono che quel cadavere mostrato a tutta Italia, quel uomo gettato in fretta in quel bagagliaio, trivellato di colpi, fosse una dimostrazione di quanto il compromesso storico fosse impossibile.Si dice che le BR volessero liberarsi di Moro per impedire ai comunisti l'accesso al governo. E' proprio vero che i comunisti avrebbero votato la fiducia al nuovo governo Andreotti nonostante la perplessità sui ministri? O fu il sequestro che costrinse tutti a mettere da parte le incertezze che sarebbero dovute essere dissipate proprio quel 16 Marzo di trent'anni fa?Queste sono solo alcune delle domande che si possono porre sul caso. Ci si potrebbe chiedere come hanno fatto i brigatisti a muoversi per tutta Roma nanostante i controlli di tutti quei 54 giorni. Ci si potrebbe domandare se veramente le carte di moro sono state in parte sottratte poichè vennero trasportate dal covo in via monte nevoso al commissariato e poi nuovamente al covo, senza nessuna certificazione, una volta trovato il covo stesso: il caso Bonaventura, per intenderci. Si potrebbe parlare delle dichiarazioni di Mazzola, che voleva veder implicate la Cia e il Kgb nel Caso, e che diceva che le brigate rosse erano solo state "usate". Dei misteri targati P2. Ma quello di cui possiamo parlare con sicurezza è, appunto, il presente. Quel presente in cui i morti sono nei cimiteri e quasi tutti i brigatisti di moro sono liberi. Quel presente che non ha ancora messo fine al passato, che non è ancora riuscito a fare i conti con la storia. Quel presente che non vuole sempre ricordare tutto, ma solo quello che fa comodo. Il ricordo che voglio lasciare ora, è quello delle le penultime parole di Moro ai suoi parenti, alla sua Norina. "Per il futuro c'è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienimi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca) Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto. Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta. "
Cora.

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