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lunedì 17 marzo 2008

Un quarto d'ora in Tibet

Il Tibet. Che terra che è il Tibet, montagne altissime, le più alte del mondo, e quei monasteri arroccati sui pendii scoscesi e circondati da mura alte decine di metri che li fanno assomigliare più ad una fortezza che ad un luogo di preghiera. Dio che tera il Tibet, con tutti quei ragazzi vestiti di giallo e arancione con le loro testoline rasate e quegli occhioni carichi di saggezza che ti ispirano pace. Un luogo assurdo, strampalato, uno stato che non è nazione, un paese che non ha grandi città, un paese perennemente sopra i mille metri dove il punto più basso è già di una spanna sopra le nuvole. Questo è il Tibet. Da parecchie decine di anni, però, il Tibet è occupato dall'Esercito del Popolo, la versione pechinese dell'Armata Rossa, che l'ha annesso, suo malgrado alla Repubblica Popolare.
Ora bisogna, però, che io vi dica una cosa, molti di voi che mi conoscono al di fuori di qui sanno come la penso, sanno che sono un fiero anticomunista, sanno che io mal sopporto ogni forma di dittatura soprattutto se rossa. Però è giusto che sappiate, amati utenti, che io non sono contro l'ideale steso del comunismo che è il concetto stesso di volere il meglio possibile per il proletariato, io infatti, se vi ricordate, mi sono già definito un tradizionalmente cattolico ma etimologicamente socialista e perciò non mi si può accusare di essere solamente fazioso. Ma in questo caso è diverso, veramente.
Io posso giustificare tante cose, posso arrivare a capire che una nazione possa avere la pena di morte per i reati più gravi (tollero ma non condivido, sia chiaro), ma non accetto, non arrivo neppure a comprendere il concetto di come una nazione arrivi a giustificare la persecuzione e l'annientamento fisico e morale dei sui cittadini. Perché i tibetani devono essere considerati meno dei cinesi? Sono forse inferiori? Più stupidi? No, e che diritto hanno allora i Cinesi di comportarsi così? Nessuno, anzi meno di nessuno.
Alle 17 di oggi, ora italiana, scadrà l'ultimatum cinese e, nell'eventualità molto probabile che il Tibet non si arrenda alla forza dell'esercito cinese, comincerà il periodo peggiore per quel piccolo, meraviglioso paese. Io spero che il popolo non si arrenda, che il popolo continui a combattere la battaglia della libertà. Io spero che il mondo non dimentichi il sacrificio del popolo tibetano, bisogna aiutarli tutti e subito. Dov'è l'ONU? Dov'è la NATO? Perché nessuno interviene per aiutare il Tibet? Perché i nostri aerei sono ancora negli hangar e i carri nelle rimesse, perché l'occidente, il mio occidente, quello di cui vado fiero per cui sarei pronto a morire non serra i ranghi e si fa di nuovo portavoce della libertà del mondo come ha già fatto nel 1942?!?
Dio, so che non ti prego spesso, ma ora ti scongiuro, aiuta il popolo tibetano, sono figli tuoi anche loro no? Fa, ti prego, che possano ottenere la loro libertà.
la Primula Rossa

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